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La Storia

La Storia di Villa san Carlo
La storia

Fin dal 1285 la Villa è in possesso dei conti Bissari. Nel 1859, con Girolamo Enrico Sforza, figlio di Francesco Bissari, finisce il casato e l’eredità della Villa passa a due sue sorelle. Nel 1890, l’antica villa viene venduta ad Elisa Conte Dalle Ore da Schio, che la restaura tutta. La ristrutturazione, che termina nel 1901, recupera l’attuale scalone e la sala d’onore. Il secolare parco viene devastato da un nubifragio e da una grandinata nella notte del 31 maggio 1915. Il fatto si ripeterà nell’estate del 1948. Nel 1916 l’offensiva tedesca trasforma Costabissara in zona di seconda linea e la Villa diventa comando italiano di brigata e poi di divisione. Analoga sorte tocca alla Villa durante la seconda guerra mondiale: viene occupata in quel periodo dai partigiani della resistenza e poi, nel dopoguerra diviene per 11 anni abitazione per alcune famiglie di sfollati. Nel 1960 la Villa é messa in vendita e viene acquistata il 23 dicembre dello stesso anno dal Vescovo di Vicenza Mons. Carlo Zinato, che volle dedicarla al suo patrono S. Carlo Borromeo, Vescovo di Milano e grande promotore degli esercizi spirituali. Parco e Villa divennero così proprietà della diocesi di Vicenza. Il 10 maggio 1964 la Villa ristrutturata viene ufficialmente inaugurata e contemporaneamente viene consacrata la chiesa nuova.


La facciata
CURIOSITÀ

La facciata della Villa porta la data del 1650; nella nuova ristrutturazione la facciata viene rinforzata e innalzata di un piano. Lo scalone nobile e il salone d’onore risalgono al 1750. Al posto della vecchia lavanderia e serra ora c’è la sala S. Carlo Borromeo; a destra della sala viene ricavata dall’antica bassa cantina, l’attuale cappellina detta Cripta. La base dell’altare è uno dei massi tolti con la dinamite nella ristrutturazione e la pietra della mensa sacra è l’antico secchiaio in pietra della cucina della vecchia Villa.


Il parco
Il parco
CURIOSITÀ

Il parco è di 60 mila metri quadrati (3.400 occupati dal laghetto) racchiusi da circa due chilometri di mura. Le piante del parco sono 2050 appartenenti a 271 specie. Il cancello, in ferro battuto, è stato costruito nel 1733 da Enrico Bissari e restaurato nel 1850 dal pronipote Girolamo Enrico Sforza. Un ulteriore e radicale restauro è stato realizzato nel 1997.


La loggia belvedere
La loggia belvedere
CURIOSITÀ Un particolare cenno va alla loggia belvedere la cui costruzione sembra risalire all’ultimo decennio del 1600, costruita forse da Camillo Bissaro. Fu restaurata dal pronipote Enrico nel 1821 e ultimamente nel 1999 insieme con un’opera di risanamento idrico.

Il cedro del Libano
CURIOSITÀ

Il cedro del Libano, la più alta e imponente pianta del parco, ha più di 480 anni di vita ed è reduce da infinite battaglie contro gli uragani e i fulmini, uno dei quali, nel 1993, lo divise per una lunghezza di 12 metri, per cui si è reso necessario il taglio di una parte pericolante della folta chioma.


Platani ultracentenari
Platani ultracentenari
CURIOSITÀ

Ci sono platani ultracentenari. Trecento anni conta anche la sola sofora giapponese rimasta (erano due vicine alla fontana).Invece 250 anni vantano le magnolie grandiflore. Importanti per età anche 20 cipressi delle paludi (tassodi), le cui protuberanze radicali aeree, dette pneumatofore, riforniscono di ossigeno le radici sotterranee e sono un rinforzo per l’argine del laghetto.


Il trecentenario bagolaro
CURIOSITÀ L’ultimo cenno va al trecentenario bagolaro o “spaccasassi” che é sopra la voliera di fronte al cedro del Libano e alla “Caterina”, un acero platanoide piantato nel 1962 vicino al pozzo di fronte alla Madonna di Fatima nella parte più alta del parco.

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