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Villa S. Carlo? Luogo del cuore, oasi di pace...

 


Quando,di recente, mi son trovato a raccogliere queste due brevi confidenze, sorpreso, son trasalito di gioia. E mi son sentito subito in obbligo di profonda riconoscenza.
Capita a chiunque in effetti che, quando quel poco di bene che cerchi di inseguire, ti si rivela molto costoso, quasi rischi di non assaporarlo, di non coglierlo.
Ed allora quelle labbra e quei cuori che ti aiutano a riposizionarti, sono una vera benedizione. Nel caso, mi hanno subito e di nuovo riportato a quel tesoro speciale di cui questa casa è stata, e continua a potersi fare, concretamente tramite.
Ha un notevole tirocinio alle spalle. La sua ricchezza più vera è rappresentata a tutt'oggi da quelle persone che vi hanno lasciato, con le loro preghiere, anche il desiderio di una vita profondamente illuminata, vissuta all'insegna della fiducia e dell'obbedienza allo Spirito, quello stesso da cui, ad ogni passo, s'è lasciato guidare, sostenere, consolare anche Gesù.
E' un'eredità imperdibile.
I tempi, sì, sono tanto cambiati. Ma forse ne accusiamo di più le difficoltà, la complessità, anziché le opportunità, le risorse. Ribadiamo anche la fedeltà di Dio. Ci è diventato anche alquanto usuale dire del Suo kairòs, dell'innervarsi indomito della Sua presenza benedicente, delle Sue grazie, pur se nascoste, anche lì dove le vite sembrano essere in sfrontate, terribili derive. In realtà però, siamo forse più facilmente sopraffatti dalle angustie, dalle paure, dal senso diffuso di inadeguatezza, quando non anche di sconfitta.
La stessa fede/fiducia sembra talvolta non essere più in grado di scaldarci il cuore.
Questo, a volte, risulta tremendamente vero, purtroppo, anche per quella che dovrebbe, e/o potrebbe, essere la specifica 'mission' di questa grande casa.
Che cosa si potrebbe osservare? Presumo che ai più quanto qui mi riesce di appuntare, risulterà più che acquisito. Me ne scuso.
Comincio da un dato tra i più evidenti. In un'epoca di comunicazione di massa, è sempre più problematico far arrivare un qualche messaggio. L'ingorgo è sulle strade, in rete, dappertutto. Anche nel nostro caso, per un'informazione sufficiente, adeguata, non basta né sito, né locandine, né dépliants, né la pur sempre sollecita e puntuale radio Oreb. Chissà se, a livello di parrocchia, o grazie all'occhio affinato di qualcuno, o in virtù del foglietto settimanale, pratica diffusa ormai in tutte le parrocchie della nostra diocesi, non potrebbe passare una segnalazione più tempestiva e coinvolgente. Che non sia mai detto vero che, per molte, questo luogo è divenuto appena un fantasma.
Il secondo aspetto è il fatto che la casa, pur se la si volle per gli esercizi spirituali, questi, alla prova delle evidenze, sono oggi merce più che rara. Inoltre, quasi di norma, ha i fine-settimana ultra affollati, mentre negli altri giorni, langue inevitabilmente spesso. Per ovviare a questo, abbiamo attivato un DVD con il quale stiamo cercando di interessare all'utilizzo team aziendali, gruppi professionali, ecc. Anche a riguardo, servirebbe però un passa-parola più locale, proprio perché più informato riguardo a modalità e consuetudini cui eventualmente suggerire l'ospitalità di qui.
Un altro aspetto, e vi fo cenno con enorme trepidazione, è proprio l'economia. Con uno degli ultimi obbligati interventi: la rimozione delle superfici in eternit (circa 600 m quadri), siamo andati ad intaccare purtroppo anche il bilancio ordinario. Di questi tempi di magra tanto diffusa, sento come molto urtante questo appello. Chissà quante innumerevoli situazioni, e chissà quanto ben più gravose, meritano di fatto priorità indiscussa. L'economia la dice tuttavia lunga anche per noi: una struttura di questo genere, con costi fissi mensili molto elevati, se non riesce a farcela con le effettive presenze, non può sopravvivere che con le offerte. In questo momento, lo annoto con il cuore in mano, ci sono preziose tutte, anche le più modeste. Con ogni probabilità però, chi potrebbe, non mette tempo per questi problemi. Proprio per questo, lode ancor più viva vada a tutti coloro che, nelle forme più diverse, sanno ancora aiutarci. Penso, per un verso, a tanti dei nostri preti di antica data e, per altro, a quel bel gruppo di 'volontari' mille-usi, sempre disponibili.
Non so se la nostra Voce potrà ospitare queste righe. Nello scriverle, ci tenevo a precisare che ho disatteso del tutto la convinzione che se non sei visibile, sei nessuno. Che mi premeva, semmai, giusto il contrario: il bene più affidabile è quello che passa inosservato e che non viene continuamente dichiarato. Ricordare, tuttavia, che è, e che può essere, ancora fortunatamente impagabile il bene da far giungere a Villa San Carlo, ritengo sia di tanto in tanto più che doveroso cercare di metterlo in bella evidenza. Grazie!
d. Luigino Bonato 
29.10.08

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