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Newsletter - Giugno 2024

°    Mi introduco con le parole di un Salmo.“Io ti amo, Signore, mia roccia!” E così andiamo al fondamento. Chi è Dio per me? Come si può fare per entrare in relazione con Lui? E viverla non come ipotesi, ma con la certezza che è Lui a dar fiato alle nostre vite. Si sconfina facilmente nel fatto che di Lui ne abbiamo fatto di tutto, di più e di peggio. Anziché raccogliere seriamente il tutto come il mistero dei misteri, con la più riconoscente sincerità, ci siamo permessi una super strutturazione spasmodica delle verità che Lo riguarderebbero, dei culti da accordarGli, delle pratiche cultuali per adorarLo. Ci siamo spinti ad una specie di commercializzazione di tutto quello che abbiamo ritenuto doveroso praticare sotto il Suo sguardo. Anziché fede/fiducia, abbiamo moltiplicato verità che hanno fatto della religione un’indescrivibile presunzione ad uso e consumo i più indefinibili. Fino a farle perdere ogni significato, ogni scopo importante, se gliel’avevamo riconosciuto come manifesto e decisivo del nostro includerLo nei nostri fastidiosi orizzonti. Molti, per via di questi plurimi disagi, hanno preferito voltarGli per bene le spalle. Tanto, Lui non esiste! Di Lui si è continuato a ripetere con un’insistente, del tutto inefficace e non poco dannosa, pedanteria, quelle che erano le bazzecole più insistite, come se il mistero lo potesse avallare comunque.

°    Se poi, in relazione con Lui non investiamo l’amore più eccelso, quello che solo la “Sua grazia” ci può offrire dopo averlo guarito, realmente Lo costringiamo a diventare un’abitudine, una cosiddetta devozione abituale, di quelle che mettono parole sulle labbra e tengono vuoto il cuore, senza il fremito di nessuna passione.

°   Il credente autentico è colui che ama! L’amore per Dio racchiude tutto: è un amore senza confini, senza condizioni, senza patti, senza ricatti… Quando chiamiamo in causa la libertà, l’unica consentita è quella che è disposta a servire. Il cristiano che ci diciamo, siamo invitati a somigliare a Dio che non esclude nessuno da Suo amore. La fede che pensiamo di poter professare, include che, nel contesto, ci sia la prassi dell’amore. A riguardo, più che di parole, è la vita che entra in gioco. Se la vita si traduce in buone intenzioni, in parole buone e non in operosità concreta ed amorevole, è una vita “perdi-fiato”, “sciupa tempo inutilmente”.

°   Le cosiddette comunità cristiane stanno vivendo un salasso ben vistoso. Purtroppo! La fede che viene accolta, se non è anche interiorizzata, se non ha messo radici nel mondo interiore, emotivo ed intellettuale dell’uomo, della donna, difficilmente resisterà nei momenti di crisi inevitabili in questo mondo tanto secolarizzato. L’età più cruciale per la vita cristiana è quella adolescenziale. La religione non può più essere frutto di una tradizione, soprattutto quando fornisce un’immagine patologica di un dio malvagio, cattivo, colpevolista. Non serve che a moltiplicare disturbi della psiche e dello spirito, o a passarci sopra senza nessun appropriato esame e discernimento. Se viene a mancare una formazione adeguata, paziente, invitante, suadente, non nasce nessuna convinzione, non avviene nessuna scelta responsabile.

°   Sta riprendendo “la fame e la sete” di spiritualità, nelle forme più diverse e spessoanche più problematiche. Questo distanziarsi vistoso da ciò che si percepisce come obbligante, come consueto, come imposto, sembra semplicemente urtare le vite, anche distogliersene quanto prima, sia compito da affrettare. Avvertono una specie di spasmo appena soggettivo, molto individualistico, autoreferenziale, soltanto proprio, personale. Sembra essersi dissolto tutto ciò che è, non solo imposto, comandato, ma anche collettivo, comunitario: un vero trionfo delle scelte, se tali possono dirsi, a favore della libertà, di cui si pretende aver pieno diritto, ma anche a vantaggio di ogni sensibilità, per quanto desueta, del tutto e solo curata e coltivata in proprio.

°   Una analisi, per quanto sintetica del fenomeno in questione, avrebbe bisogno di molte specificazioni, dalle più diffuse, a quelle più singolari, da quelle, e meno male, condivisibili e positive. Bisognerebbe forse dare indicazioni di alcune cure spirituali, tutte da incoraggiare e sostenere con perseveranza e coerenza. Lo spezzamento, purtroppo, è sempre possibile: desideri il bene e non Te ne lasci avvincere. Bisogna riconoscere la profondità semplice che adotta S.Agostino quando scrive: “Non è gran cosa essere attratti da un impulso volontario, quando anche la voluttà riesce ad attrarci” Mette a confronto la voluntas (= volontà, quella di un soggetto che la coltiva con slancio), con la voluptas (= piacere, libido). E’ un combattimento dagli sviluppi impensati, se non si è ben orientati. S.Agostino continua: “Se i sensi del corpo hanno i loro piaceri, perché l’anima non dovrebbe averli? (…). Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico. Dammi un cuore anelante, un cuore affamato, che si senta pellegrino ed assetato in questo deserto, un cuore che sospiri la fonte della patria eterna, ed egli capirà ciò che dico. Certamente, se parlo ad un cuore arido, non potrà capire”. La vita di ogni giorno è molto di più di una scommessa. E’ un progetto, un impianto da  rendere ben solido. Le fluttuazioni sono sempre un possibile imbroglio. La spiritualità aggiunge alla fede la passione, la vitalità, l’attrattiva, l’ardore… Guai se viene meno la fiamma di una spiritualità autentica. Bisogna prendersene cura, se non vogliamo  che della fede resti solo un’arida, impietrita religiosità.

°   Mi dispiace dovermi fermare su minimi cenni, rispetto a quanto dovrebbe smuovere la nostra ricerca e la motivazione che solo la spiritualità può rendere significativa e fruttuosa.

°   C’è un’ultima osservazione da non trascurare: la verità nessuno può mai può dire di averla già bene in tasca. La verità su questa terra corre per tentativi, per approssimazioni, per studio, per coinvolgimento appassionato. Ma su questa terra non ci si disvelerà mai completamente. Le può fare da scorta la fiducia che un giorno potremmo gustare in pienezza, pienamente disvelata. Per ora bisogna tener desta la guardia, fare sul serio, e con profondità, posto a quanto, sostenuti da invocazione continua ed il più possibile desiderante, chiediamo al Cielo di poterci far trovare più che certi del compimento della promessa di cui rendercene più convinti e che Lui si incarica di farsene garante affidabilissimo.

°   Questa volta, mi sono allargato più di sempre, purtroppo, senza dar sufficiente spinta a quanto le parole avrebbero dovuto conquistarci il cuore. Me ne scuso ed auguro a ciascuno, se se ne lascia un po’ persuadere, di sondare in proprio, con la meditazione ed una riflessione migliore di questa, circa il cammino che ci invaghisce della luce più splendida e che può operare di fatto in chi vi si applica con la più profonda disponibilità. La resa che ognuna/o desidera efficace, si compie fidandoci della grazia del Cielo e praticando la miglior coerenza di vita. Se tanti cristiani si son lasciati collassare, ben di più siano i cristiani motivati ed interessati a quanto il Signore ci dona, perché sa di potersi aspettare il meglio da noi. Buon cammino!

°   Alcune indicazioni –

  • Il prossimo 2 giugno – SS.Corpo e Sangue di Cristo
  • Il 7  Sacratissimo Cuore di Gesù
  • L’8 Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
  • Il 13 S.Antonio di Padova
  • Il 24 Natività di S.Giovanni Battista
  • Il  29 Ss.Pietro e Paolo

°   Dal 7 al 9 ospitiamo uno degli week-end per sposi.

°   Dal 10 al 12 – dal 12 al 14 Villa S.Carlo ospita due turni riservati ai chierichetti della diocesi

°   Dal 16 (h.18) a venerdì 21 (h.14) ci sarà un interessante corso di ESERCIZI SPIRITUALI per preti ed altre persone che volessero aggiungersi.

°   Altri incontri ed occasioni formative, Vi verranno richiamati da “La Voce dei Berici” e direttamente da radio Oreb,

°   Rimane sempre una speciale occasione quella che apre agli affettuosi saluti, ai sentiti grazie per l’attenzione, al “Buona vita” per tutti, per ringraziare il Signore di ogni dono che ci offre.

°   Tra le persone da non dimenticare e alle quali si può regalare una visita, non dimentichiamo chi soffre, chi è malato e/o schiacciato da preoccupazioni e da qualche immancabile problema.

°   Saranno prossimamente in distribuzione le locandine informative sui temi (tre cicli) che nel prossimo anno pastorale, verranno tenuti dalla molto competente d.ssa Monica Cornali. Vengono trattati i temi di confine riguardanti sorella morte, e relativi agli aspetti importanti del come accoglierli con serena consapevolezza.

°   Le ultime volte, i presenti sono stati in crescita numerica e in presenza partecipativa sorprendente per il come sono stati ben affrontanti e seguiti i singoli aspetti.Il punto di incontro qui in Vicenza è in Via Stradella Mora, presso i padri di don Ottorino.

Il mese di giugno chiama in causa in particolare i cuori di Gesù e di Maria,

sempre ricchi di grazia e di favori molto speciali,

di cui li ringraziamo di tutto cuore.

Luigino don

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